Ne ho sempre sentito parlare come location per eventi e, per questo motivo, immaginavo fosse bello, ma non così straordinario. Il palazzo non è aperto alle visite, perciò dobbiamo ringraziare l’associazione “Succede solo a Bologna”, che tante iniziative organizza in città e provincia, per questa esperienza. Nello specifico la visita è stata condotta, in dialetto bolognese, dal bravissimo Prof. Roberto Serra in una calda serata di luglio e debbo dire che nel grande parco si stava proprio bene!

Alcuni particolari del grande parco sul retro del palazzo

Tra storia e leggenda

La costruzione del palazzo inizia nel 1659 per volere di Girolamo Albergati Capacelli, ambasciatore di Bologna a Roma e decano del Senato bolognese, il quale desidera ricavarne una dimora di campagna per la propria famiglia nel suo paese di origine (gli albergati si sono infatti trasferiti a Bologna, e risiedono stabilmente in Via Saragozza), ma non una Villa di campagna qualsiasi bensì un palazzo che superi in magnificenza tutte le residenze dei nobili bolognesi. La progettazione viene affidata agli architetti Bonifacio Scocchi e Gian Giacomo Monti. I lavori di costruzione si protraggono per una trentina d’anni, ma le decorazioni pittoriche si susseguono anche nel secolo successivo. La Villa ospiterà poi personaggi illustri come Goldoni, Alfieri, Federico IV di Danimarca, Giacomo III d’Inghilterra, la regina di Polonia, Giacomo Casanova. Girolamo è un personaggio che un termine del dialetto bolognese definisce molto bene: “Sburoun” ovvero un tipo piuttosto esibizionista; oltre all’ambizione di costruire il palazzo più grande del territorio, mal sopportando le malelingue che andavano dicendo stesse andando in bancarotta per questo, organizzò un pranzo facendo sedere gli ospiti su sacchi pieni di monete mettendo così tutti a tacere.

La parete di una delle splendide boscherecce

Il palazzo

Giardino

Il bello inizia già entrando nel giardino, si accede da quello che originariamente era il retro del palazzo e subito si rimane colpiti dagli splendidi alberi secolari che lo popolano, tra i quali imponenti esemplari di magnolia che abbiamo avuto la fortuna di vedere ancora fioriti. La frescura che si percepisce, inoltrandosi di qualche passo, fa capire il motivo per cui la famiglia vi si trasferisse in estate. La cisterna e la ghiacciaia sono ancora esistenti, ma completamente interrate, mentre è ancora visibile la pesciera, il giardino è adornato da una serie di statue che delimitano il vialetto che attraversa il parco. L’aspetto esteriore del palazzo è essenziale e squadrato, in netto contrasto con gli sfarzosi interni.

Lo scalone elicoidale che porta al piano nobile

Piano terra

Il primo ambiente che si incontra attraversando la porta di ingresso è il grande vano al quale avevano accesso le carrozze, infatti gli ospiti, contrariamente alla maggioranza degli altri palazzi, potevano entrare all’interno della residenza direttamente sul mezzo col quale erano arrivati. Si passa poi a ben quattro sale decorate a boschereccia e alle splendide cucine, ognuna con il proprio camino, ricche di oggetti d’epoca (alcuni molto curiosi) appesi alle pareti. Lo scalone elicoidale che porta ai piani superiore è sorprendente, di una bellezza e una leggerezza viste raramente.

Piano nobile

Del piano nobile è accessibile soltanto l’ala est (giorno), straordinario il salone d’onore, alto trenta metri e con una superficie di 250 mq (più del doppio di casa mia 😅) circondato da un doppio ordine di logge e raggiungibile da tutti gli appartamenti e terrazzi. Nel ‘700 fu utilizzato come teatro e Goldoni, che fu ospite degli Albergati, scrisse appositamente 5 commedie. Non sono da meno le stanze attigue tutte affrescate e ricoperte di quadri, stucchi e pregiate tappezzerie.

Una delle sale del piano nobile

Palazzo Albergati oggi

Come detto precedentemente il palazzo è oggi di proprietà di una società privata che organizza al suo interno eventi di vario genere (esposizioni, meeting, matrimoni) e va detto che la manutenzione dello stabile è ineccepibile.

Per chi volesse approfondire consiglio questo interessante documentario su Youtube che mostra anche degli ambienti che non abbiamo potuto vedere come le cantine, la scala della servitù e l’ala ovest.

Altre sale e un particolare del salone d’onore

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